Rilevatori Interni

Quando dobbiamo controllare zone come un soggiorno, la cucina, la stanza da notte, quella dei bambini o anche un magazzino o ufficio, possiamo utilizzare dei rilevatori interni. Hanno ovviamente caratteristiche diverse da quelli esterni, lavorano in un ambiente più “protetto” e quindi la situazione è più a loro favorevole.

Un sensore da interni si installa il più delle volte a muro in modo che riesca a coprire la più vasta area possibile. Solitamente il grado di rilevazione è di 130-140 gradi per una distanza coperta compresa tra 8 e 20 metri o più. I rilevatori Pir, ad infrarossi passivi (passive infrared), sono quelli maggiormente utilizzati nell’ ambito di un impianto di antifurto perchè economici e di ottima affidabilità., bisogna però fare attenzione.

Come abbiamo già visto i sensori Pir riescono a leggere a distanza l’energia irradiata da un corpo umano quando passa davanti a loro e a quel punto inviano l’allarme. Sono quindi sensibili a repentini sbalzi o cambi di temperatura.

rilevatore interno

Un sensore da interno ad infrarossi quindi non deve essere installato in stanze in cui sono presenti apparecchi che fanno variare velocemente la temperatura. Quindi devono essere distanti da condizionatori, ventilatori, caldaie, ma anche da camini. Attenzione va posta anche a superfici riflettenti, che si muovono, specchi che mandano in “tilt” il rilevatore. Lontani anche dalla luce diretta di faretti o punti luce.

Attenzione anche ad installarli in prossimità di una finestra che, se affaccia su una strada, potrebbe essere di disturbo per il passaggio dei fari delle autoo delle sirene di polizia e autoambulanze.

Sono collegati alla centralina attraverso un impianto filare oppure attraverso un sistema wireless, in quest’ultimo caso l’alimentazione è presa da batterie inserite nel sensore stesso che vanno controllate per evitare che si generi un falso allarme dovuto alla batteria scarica.

Se le condizioni della casa o dell’ ambiente in cui vengono installati è particolarmente ostico per i sopracitati disturbi l’alternativa è rappresentata da sensori a microonde.

Come funziona un rilevatore a microonde:

un doppio funzionamento. Il primo fa utilizzo del diodo Gunn che riempie la stanza con onde elettromagnetiche impiegando una certa energia. Viene memorizzato questo stato di “stasi”. Quando un corpo estraneo si presenta nella stanza, l’energia impiegata per saturarla è diversa, questa variazione fa scattare l’allarme.

Altro funzionamento è legato all’ effetto Doppler, fenomeno fisico sfruttato anche dai radar. Il sensore invia onde elettromagnetiche che colpiscono un oggetto che riflette  parte del segnale. Se l’oggetto è fermo, il segnale di ritorno verso il sensore, presenta la stessa frequenza dell’ andata, se è diversa, ovvero se qualcosa si muove parte il segnale.

Anche in questo caso il sensore può essere oggetto di falsi allarmi dovuti ai disturbi elettromagnetici di altri apparecchi radio presenti in casa oppure da un movimento che il rilevatore stesso non riesce ad interpretare. Per questo motivo possono essere installati sensori a doppia tecnologia che utilizzano sia gli infrarossi che le microonde e che inviano l’allarme soltanto quando il doppio controllo ha dato un esito positivo.

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